Albenga. Il presidente Massimo Enrico ha rappresentato Vite in Riviera alla Giornata della Ristorazione 2026 organizzata ad Albenga da FIPE-Confcommercio Savona, portando la voce dei produttori del Ponente Ligure in un confronto dedicato al rapporto tra cucina e cantina, fra carta dei vini e identità del territorio.
Un’associazione nata per il territorio
Nel suo intervento, Enrico ha ripercorso la storia dell’associazione: «Vite in Riviera è nata nel 2016 nel territorio del Ponente Ligure, da Savona fino ai confini con la Francia, e raggruppa viticoltori, aziende vitivinicole e cantine della nostra zona». Dal 2016 a oggi, ha ricordato il presidente, l’associazione ha sviluppato progetti per circa 1,3 milioni di euro, sostenuti per il 70% dal bando PSR della Regione Liguria e per il restante 30% dalle aziende stesse. Iniziative tutte orientate a un’unica direzione: promuovere il territorio, il vino e la sua cultura.
Alla base dell’attività ci sono due pilastri: la partecipazione al Vinitaly di Verona — «l’evento mondiale più importante per chi parla di vino» — e una rete capillare di attività locali che, negli anni, si sono evolute e moltiplicate.
“Vite in Riviera in Cantina”: quando lo chef incontra il vino
Tra i progetti più significativi, Enrico ha citato il format ideato prima della pandemia presso la sede dell’Enoteca Regionale di Ortovero: «Vite in Riviera in Cantina». Una serie di serate in cui chef stellati arrivavano da fuori per cucinare con i prodotti del territorio e i vini delle aziende associate.
«Dopo la prima serata, tutte le successive — quattro o cinque nel corso dell’anno — sono andate sold-out», ha raccontato. «Già dal secondo anno la stampa locale dedicava la prima pagina al ritorno delle cene stellate». Un riscontro che, secondo il presidente, racconta più di ogni dato statistico la qualità del legame creato tra produzione enologica e alta ristorazione.
La crescita delle aziende e dell’identità territoriale
In questi anni — ha spiegato Enrico — le aziende associate hanno registrato un trend di crescita rilevante: «in termini di quantità prodotta, di percezione di mercato e, soprattutto, di riconoscimento di un’identità territoriale legata alla denominazione che identifica il nostro territorio». Una crescita parallela a quella della ristorazione, che ha imparato a leggere il vino del Ponente come elemento strategico e non più accessorio.
L’appello alla ristorazione: «Il vino ligure in prima pagina, come accade altrove»
Il cuore dell’intervento è stato un invito chiaro al mondo della ristorazione: dare al vino del territorio lo spazio che merita nelle carte. «Il vino ligure deve essere presente — ha sottolineato Enrico — ma non in maniera marginale: presente in maniera concreta e forte, come avviene in Emilia, in Toscana, in Piemonte, dove ci si siede a tavola, dalla trattoria allo stellato, si aprono le prime pagine della carta e si parte dalle bollicine del territorio, dai vini rossi importanti, dai vini bianchi identitari, e solo poi si va su un quadro nazionale e internazionale».
Una visione che, secondo il presidente, sta già prendendo forma: «Questa simbiosi tra mondo del vino e mondo della ristorazione, attraverso una carta dei vini intesa come proposta vera, fattiva e concreta, è andata costantemente a crescere ed evolversi».
Il ristorante come “porta d’ingresso” alle cantine
Per Enrico, la ristorazione rappresenta un vero e proprio volano per il vino del Ponente: «Capita spesso che in azienda arrivino turisti e consumatori che hanno scoperto il nostro vino proprio assaggiandolo al ristorante». Una filiera che funziona quando ciascuno fa la propria parte: il ristoratore propone, il vino racconta il territorio, il visitatore prosegue il viaggio in cantina.
Sul tema del prezzo, il presidente ha invitato a trovare un equilibrio: «Il prezzo è certamente un elemento importante e fondamentale, ma ognuno deve guardare anche all’economia della propria impresa; si tratta di andare a trovare l’equilibrio ottimale tra prezzo e qualità di una bottiglia che, dopotutto, viene proposta e servita nel ristorante».
L’intervento si è chiuso con un ringraziamento al pubblico e agli organizzatori della Giornata, ribadendo la volontà di Vite in Riviera di continuare a lavorare al fianco della ristorazione del territorio per valorizzare insieme vino, cucina e Riviera Ligure.